Disastro ecologico in Galizia

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SI E' SPEZZATA LA PETROLIERA PRESTIGE. La petroliera Prestige naufragata al largo della Galizia, con ancora circa 73.000 tonnellate di carburante nelle stive, si è spezzata in due tronconi. Si trova ora in acque portoghesi. La nave, che aveva già riversato in mare oltre 4.000 tonnellate di greggio, rischia ora di provocare un disastro ecologico di proporzioni enormi, visto che a bordo ci sono ancora oltre 70 mila tonnellate di greggio.
Secondo il WWF Spagna i danni all'economia locale basata sulla pesca e sulla maricoltura ammonterebbero a 100 milioni di euro . Già 250 uccelli colpiti dall'inquinamento, di 18 specie diverse. Dal 1955 ad oggi nel Mediterraneo si sono verificati oltre 1.300 incidenti di navi petroliere. Al largo delle coste italiane vengono trasportate circa 100.000 tonnellate di greggio. Il 60% della movimentazione in Italia e’ concentrata in 4 porti Genova-Multedo, Cagliari, Augusta Priolo, Trieste. Secondo l’indagine della Commissione interministeriale chiesta dal Governo italiano nel 1991 in seguito agli incidenti Haven e Agip abruzzo il Porto di Genova figura al primo posto tra quelli piu’ a rischio seguito da Augusta, in Sicilia. Un altro fattore di rischio è l’eta’ delle navi petroliere: l’eta’ media della flotta petrolifera mondiale e’ di 15 anni, secondo i dati foriti nel 1997 dagli stessi petrolieri indipendenti e il 25% ha piu’ di 20 anni e per queste «carrette» non esiste piu’ alcun margine di sicurezza.
Un altro aspetto gravissimo è l’inquinamento sistematico provocato dalla pulizia dei tank o dall'inquinamento da fonti terrestri che nel Mediterraneo ammonta a 635mila tonnellate annue, facendolo diventare il bacino piu’ inquinato del pianeta. Un’area particolarmente a rischio e’ la Laguna di Venezia, una delle zone piu’ delicate sia dal punto di vista naturalistico che artistico: annualmente vengono trasportate 6 milioni di tonnellate di petrolio greggio, e migliaia di tonnellate di benzina, gasolio, nafta, olii combustibili e prodotti chimici vari. 
Nelle Bocche di Bonifacio transitano tuttora centinaia di petroliere ogni anno battenti bandiere di ogni nazionalità , tranne quelle italiane e francesi firmatarie di uno specifico accordo. L’incidente piu’ grave per il Mediterraneo fu quello provocato dalla Haven, una delle tante «carrette» del mare che nel 1991 affondo’ al largo delle coste liguri con uno sversamento di 144.000 tonnellate di petrolio. Sui fondali si depositarono 35-50.000 tonnellate di petrolio. I danni ambientali di questo incidente sono stati stimati in oltre 1.200 miliardi di lire ma il Governo italiano ricevette solo 117 miliardi.
Aggiungo che purtroppo ancora per molto tempo dovremo subire disastri del genere a causa della nostra dipendenza dal petrolio per soddisfare i nostri consumi energetici , sfruttando solo marginalmente le energie alternative (solare, eolico,biomasse.ecc.), sperando di arrivare all' utilizzo del famigerato idrogeno di cui si fa un gran parlare ma ancora non si vede un applicazione di massa per l' immediato futuro. Ciao Alex